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“Le opere di Laura Federici – sia quando affrontano la tangenziale che costeggia Roma o
i chiostri delle moschee di Damasco, in Siria – rispondono in modo «affettivo»
alla precarietà urbana e mentale che ci attanaglia.
Spazi abbandonati (le strade di notte) o costellati di piccole presenze umane danzanti,
stanno lì, ritratti in bilico, rivisitati, sfocati, in un collage che non è solo tecnico, ma anche
interiore, Il dettaglio, il primo piano, il particolare oggettuale diventa così l’àncora
per evitare di ammalarsi di disorientamento, trafitti dalla «mobilità» contemporanea.
È la zattera dove salire quando la fluidità delle cose ci rende tutti stranieri, senza più
spazi da occupare.”

( Arianna di Genova, 2004)

‘Il dipingere come sistema di scrittura del tempo, lo scrivere usato per dipingere luoghi nella mente di
chi ascolta, risvegliando ricordi.
Un esperienza intima come quella del viaggio si trasforma in strumento utile per interpretare la realtà,
per leggere quel territorio sospeso tra centro e periferia, tra paesaggio ed infrastruttura.
Un medium usato da entrambi come forma di pensiero altro.
Laura Federici trasforma e deforma un’esperienza fisica attraverso medium diversi, video e pittura
scrivono il viaggio attraverso il colore che impressiona la pellicola prima, la tela poi.
Il movimento ripetuto attorno ad un pezzo di città, limite tra condizioni spaziali diverse, è il risultato
della sovrapposizione di frammenti, si combina in uno sguardo continuo per sedimentarsi e depositarsi
attraverso la pittura nella mente dell’osservatore.’

( Luca Galofaro, 2013 )

“Laura Federici inquadra dei momenti da nulla, persone e personaggi che non fanno niente di speciale,
pezzi di strada o ragazzi in piscina, bambine che giocano, svincoli e angoletti, posti e istanti
che non gli daresti una lira. E va a scovare certi momenti inutili, dei centesimi di secondo che non gli
daresti un centesimo, e li recupera con rispetto.
Come se quei momenti che non valgono niente meritassero qualcosa di più. Li guarda con un occhio
solo, li fotografa e se li porta a casa, e lì si dedica a curarli con la pittura, con amore e rispetto.
Ogni momento – lo sa – può avere il suo momento magico, ogni crocevia può nascondere una svolta
narrativa, ogni tuffatrice sta transitando da un elemento ad un altro, ogni gioco di bambino nasconde
un’immagine che vale qualcosa.”
“Lo so, dire ad un pittore che i suoi quadri sono cinematografici, è come dire
ad uno scrittore che i suoi libri sono musicali, o ad un musicista che una sua opera evoca
odori e sapori.
Eppure non riesco a dire altro, sui lavori di Laura Federici se non che da regista sento una
grande somiglianza tra il suo lavoro e quello che faccio io. (…)
Pare che guardi il mondo, e lo rimbalzi allo spettatore con una densità tutta sua,
amplificandole carnalità o sfocature, o che ricomponga il gioco degli incastri tra pieni e vuoti
così come fa il cinema, quando cattura il reale, lo ricompone col montaggio,
col gioco della fotografia o della narrazione.
Quando seleziona quello che più gli conviene per lasciare solo quello che gli garba di più.”

( Daniele Luchetti, 2007)

‘‘Guardare questi quadri è come esplorare paesaggi che diventano stati d’animo: a volte
i suoi viali di pini si scuriscono come fossero imbronciati, altre prendono luce, esplodono
come se volessero raffigurare una gaiezza senza fine. Ciò che mi ha colpito la prima volta
che ho visto le sue opere, è come Laura avesse inquadrato la mia città, il posto dove abito
da sempre, mostrandomene lati segreti che pure avevo sempre avuto sotto il naso.
Me l’ha fatta vedere in un modo diverso, come se l’avesse profumata di esotico. Così ne
ho percepito un nuovo battito, un respiro inusuale. Che pulsava di rosso.
Il suo modo di lavorare è quello del movimento ( ancora una volta il cinema).
Lei inquadra con una telecamera il mondo che la circonda, non sceglie l’inquadratura,
se ne lascia inseguire. Dopo, tutto quello che ha girato le serve per attivare il meccanismo
della memoria, come se le sue immagini prendessero forma da elementi da riallacciare
insieme.(…)Tutto ha lo stesso peso: è armonia di vuoti e pieni che fa si che anche l’aria
diventi carica di memorie, di energia vitale.
E ciò di cui siamo certi è che da queste parti non calerà mai la notte.’’

( Lea Mattarella, 2011)

 

Laura Federici
Nata a Rieti nel 1964.
Pittrice e Architetto,
Laureata in Architettura presso la Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (1993).
Docente Docente di Sketching, presso lo IED (Istituto Europeo di Design) Roma
Vive e lavora a Roma.

Mostre personali
2014 “peintures de laura federici” – gallerie Brieve, Mairie13 Parigi (FR)
2013 “Lungo viaggio al centro della periferia” – Casa Dell’Architettura, Acquario Romano , Roma
Presentazione in catalogo di Luca Galofaro.
2012 “Racconti” – Chiostro San Nicolò Spoleto (PG), Presentazione Giosuè Calaciura
2012 “Km0 Kilometro Zero” – Galleria the house of love and dissent , Roma
Presentazione in catalogo di Gregorio Botta e Francesco Paternò.
2012 “l’artista del mese” – Galleria Andrè, Roma
2011 “seduti al contrario” – Galleria l’Affiche, Milano
Presentazione in catalogo di Lea Mattarella
2008 “Un posto qualunque” – Galleria l’Affiche, Milano
Testi in catalogo di Daniele Luchetti e Italo Lupi
2007 “Frame Flows” – Rocca di Umbertide Centro per l’Arte Contemporanea, Umbertide (Perugia)
A cura di Francesca Antonini, presentazione in catalogo di Daniele Luchetti
2006 “Laura Federici” – Palazzo Comunale, Rieti
2004 “Passi perduti” – Galleria Studio Morbiducci, Roma
Presentazione in catalogo di Arianna di Genova
2000 “Un amore” – Festival del Corto di Trevignano (Roma)
1999 “In viaggio” – Librogalleria Il ferro di cavallo, Roma
1999 “Laura Federici” – Museo della Resistenza, Palazzo dei Diamanti, Ferrara

Principali mostre collettive
2014 “Collettiva”, Artisti ai Banchi, Roma
2013 “Raccontami una storia” Festival della letteratura di viaggio, Roma Villa Celimontana/Palazzo delle Esposizioni
2012 “CICDAF-Festival Internazionale di Cinema Digitale e d’Animazione” – Changzhou, Cina
2011 “Laura Federici, Alessandro Finocchiaro, Zeljka Simic”, Galleria Andrè, Roma
2011 “Video/Vision”, Galleria Temporanea, Ca’ Foscari 2 – Ca’ Foscari Cinema, Venezia,
Galleria White Box, New York.
2011 “My Home”, Galleria Il Sole Arte Contemporanea, Roma
2008 Galleria 3)5 Arte Contemporanea, Rieti
2007 Festival della Creatività, Fortezza da Basso, Firenze
2007 “Il segno di giugno” – Laura Federici e Benito Mayor Vallejo – Galleria Il Segno, Roma
2007 “Cartoons all’italiana” – Fondazione Bandera per l’Arte, Busto Arsizio (Varese)
2006 “Annecy Cinéma Italien”, Annecy (F)
2005 “80+10=90 anni x l’arte” – Galleria Studio Morbiducci, Roma
2003 “Des Artistes dans la Ville” – Ateliers Mediterranées de Damas (F)
Con il patrocinio dell’Unione Europea
2002 “La Syrie dans les regards de l’Europe” – Beit Ahmad, Aleppo (SYR)
Con il pratrocinio dell’Unione Europea
2001 “Videotrip” – Teatro Vascello, Roma
Con il pratrocinio della Regione Lazio, Assessorato alla Cultura Sport e Turismo
2001 “Viaggio in Siria” – – Beit Ahmad, Aleppo (SYR)
Con il pratrocinio dell’Unione Europea

Teaching
2009/2013 Docente a contratto allo IED di Roma, modulo di Graphic design, corso di Interior ,
Codice MIUR ABPR19
2013 “Fine Art Visiting Lectures” – Green Room, Headington Hill Hall, Oxford Brookes University (UK)
2013 “Lectures/Workshoop” – School of Architecture, Oxford Brookes University (UK)
2003 “Lectures/Workshoop” – School of Art Damascus University (SY)



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